La marca da bollo da 2 euro fa reddito

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L'Agenzia delle entrate ha recentemente affermato che la marca da bollo da 2 euro, inclusa la versione virtuale, contribuisce all'incremento del reddito del soggetto che la emette. In passato, molte persone utilizzavano questa marca da bollo per le fatture o le ricevute occasionali, ma ora è stata in gran parte sostituita dalla versione virtuale nelle fatture elettroniche. La regola principale era che la data della marca da bollo doveva essere precedente o almeno contemporanea alla data della fattura, ma ora c'è un nuovo aspetto da considerare.

La marca da bollo è un'etichetta adesiva da applicare a documenti fiscali, fatture e ricevute. Ha un valore nominale di 2 euro o 16 euro ed è disponibile in forma fisica o virtuale, acquistabile online. Questa marca sostituisce l'IVA quando questa non è applicabile ed è utilizzabile solo in forma digitale.

Tuttavia, va applicata solo alle fatture emesse senza l'applicazione dell'IVA, a meno che l'importo indicato non sia inferiore a 77,47 euro, nel qual caso non è necessaria. Le fatture sono soggette all'imposta di bollo sin dalla loro creazione, e il contribuente che beneficia del regime forfettario solitamente addebita questo importo al cliente, chiedendo un "rimborso" e includendolo nella fattura. La domanda è se i 2 euro addebitati al cliente contribuiscano al calcolo totale del reddito.

L'Agenzia delle entrate ha chiarito che questi 2 euro di marca da bollo addebitati al cliente in fattura costituiscono un ricavo e quindi contribuiscono al calcolo del reddito del soggetto emittente, sia per i forfettari che per coloro che operano in regime ordinario. Questo implica che i contributi previdenziali dovrebbero essere calcolati sul compenso totale, incluso il bollo da 2 euro. Quindi, l'addebito del bollo in fattura deve essere specificato come voce di ricavo, e l'importo del bollo viene considerato come ricavo nella determinazione del reddito forfettario e ai fini del calcolo dei contributi previdenziali (INPS o cassa professionale del soggetto emittente).

Se in passato i bolli non sono stati inclusi nel reddito nella dichiarazione dei redditi, è necessario contattare un consulente fiscale e presentare una dichiarazione integrativa, correggendo il reddito degli anni passati.

 

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